Prende il via l'assemblea straordinaria della Cgil. Più di quindicimila delegati hanno occupato il catino del palalottomatica per ascoltare le proposte della Confederazione per uscire dalla crisi. Da qui uscirà il primo giudizio sulle misure che sta prendendo il governo Monti.
Dopo la lunghissima mobilitazione che ha accompagnato i tre anni del governo di centro destra è il momento, secondo la Cgil, di risollevare il Paese dalle macerie create da anni di politiche che non hanno pensato alla crescita, ma solo al risanamento dei conti attraverso tagli indiscriminati e lineari. Al centro del dibattito dell'Assemblea straordinaria in corso al Palalottomatica c'è la necessità di fondare la crescita del Paese sul lavoro e sui giovani. Le condizioni occupazionali in Italia sono drammatiche. Circa 8milioni i lavoratori e le lavoratrici si trovano in una situazione di grande sofferenza: senza lavoro, con salari insufficienti, indeboliti o addirittura privati delle tutele e dei diritti che gli spettano. A dover sopportare le conseguenze di questa situazione sono, in primo luogo, i giovani, insieme alle donne, ai lavoratori del Mezzogiorno, agli immigrati e ai lavoratori della pubblica amministrazione. In definitiva, manda a dire la Cgil al governo Monti, a pagare la crisi è tutto il mondo del lavoro.
L'Italia, avverte la Cgil, non uscirà dalla crisi più grave dal dopoguerra se non viene subito istituito un Fondo per la crescita e l'innovazione, se non viene varata un'organica riforma degli ammortizzatori sociali che, possano così garantire a tutti una protezione. Contemporaneamente è necessario ridurre le oltre 40 forme d'impiego oggi esistenti e rilanciare la centralità del lavoro stabile, tutelato e formato come leva per il progresso e la coesione sociale. Tra le proposte che Susanna Camusso presenta oggi all'assemblea straordinaria dei delegati c'è il lavoro come perno di ogni scelta per il riscatto del Mezzogiorno e la rinascita del paese, la lotta al lavoro nero, una battaglia che assume un duplice significato: recupero delle risorse ed estensione dei diritti.
L'assemblea odierna è inoltre un'occasione per mettere in evidenza il legame stretto tra legalità e sviluppo e la necessità di affrontare, con urgenza e in modo strutturale i nodi della corruzione, dell'illegalità e dell'economia mafiosa. Il contributo delle delegate e dei delegati al dibattito si focalizzerà anche sul tema del lavoro delle donne come reale dimensione di sviluppo e di crescita del Paese.
I dati sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro, secondo Susanna Camusso, sono allarmanti: il tasso di occupazione femminile registra un 12% in meno rispetto alla media europea. Serve lavoro, lavoro buono che superi le discriminazioni, segregazioni e separazioni. Preoccupa anche il settore delle pubbliche amministrazioni; si è di fronte ad quadro drammatico di lavoro instabile; servono politiche del lavoro che non penalizzino le giovani generazioni e favoriscano la qualità e l'universalità dei servizi pubblici.
Oggi è un appuntamento importante, un momento di discussione, perché solo il lavoro può rappresentare la cura per l'Italia. E' sui diritti del lavoro, tra cui in primo luogo la pensione, che si gioca la partita decisiva per le persone e per il paese.







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