Perché si comincia dalle pensioni? Perché non dalla patrimoniale? Le notizie sulla manovra che filtrano dagli ambienti governativi e finiscono sui giornali pendono solo sa una parte. Come mai? Altolà di Carla Cantone: «Basta scelte inique».
Così l’equità annunciata da Monti va al macero. Non si parte da chi ha sudato per una vita cominciando a lavorare da ragazzino. Non si parte da chi prende 800 euro di pensione. Non si può partire dicendo a chi ha perso il lavoro a 55 anni, adesso la pensione te la darò a 70 anni. E nel frattempo come campa quel padre o quella madre di famiglia?
Rigore sulle pensioni, leggerezza sulla patrimoniale. A giudicare dai titoli dei giornali di questa mattina la linea del governo Monti (si fa fatica a non dire Tremonti!) sembra questa. Dai 5 ai 7 miliardi recuperati in vario modo sulle pensioni, a un miliardo e mezzo, forse due dalla “patrimoniale leggera”. Poverini. Perché tanto scrupolo con chi ha più di un milione e mezzo di patrimonio accumulato o ereditato? E perché tanta indifferenza verso chi prende 1.300 euro al mese?
«Quelle che abbiamo bollato come scelte inique e ingiuste compiute da Berlusconi non possono essere accettate se a riproporle sarà il governo Monti» dice chiaro e tondo Carla Cantone. «Se la parola equità ha un senso il governo non può quindi ripartire ancora una volta da chi ha già lavorato 40 anni e dai pensionati con un reddito medio basso. Il taglio al sistema di perequazione annuale delle pensioni è stato effettuato dal governo Berlusconi nel giugno scorso. Tale sistema non ha mai tutelato concretamente il reale potere d’acquisto dei pensionati, che ha subito una perdita del 30% negli ultimi 15 anni. Ripartire ancora dai pensionati non va bene, anzi se si vuole aiutare la crescita e i consumi, sarebbe il caso di rivedere il meccanismo perequativo per garantire una reale e costante difesa delle pensioni medio basse rispetto all’inflazione e al costo della vita».
Come andrà a finire? Che farà il Pd? Una parte del partito (Damiano, Fassina) hanno già messo le mani avanti. Ma c’è il pezzo moderato (Ichino e altri) che nicchia. Monti ha annunciato i provvedimenti per lunedì. Meno male che sabato c’è l’assemblea dei delegati della Cgil. Se non cambia la minestra, il vaso di coccio dentro cui stanno cucinando le ricette del governo tecnico, potrebbe rompersi.







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