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Il tema del giorno: la patrimoniale

Tra le possibili misure che ha in cantiere il governo Monti la patrimoniale è quella che ottiene più consensi dagli italiani. Nei palazzi della politica invece l’imposta patrimoniale è al centro di un durissimo scontro. Il Pdl ha più volte annunciato il proprio no; il Pd è invece favorevole. Il presidente del Consiglio non si è ancora sbilanciato. Ma, viene da chiedersi, quanto potrebbe fruttare la patrimoniale?

Intanto vediamo cosa vuol veramente dire patrimoniale. Per esempio l’imposta sulla casa è già una patrimoniale. Ma l’accezione in cui si usa in genere questa forma di imposizione fiscale va a toccare anche le rendire finanziarie. Negli ultimi mesi è stata rincarata l'imposta di bollo sui depositi. Anche questa se vogliamo è un piccola patrimoniale. L'ottica in cui si discute della patrimoniale, tuttavia, non è quella di colpire, in generale, la ricchezza, ma i ricchi e, in particolare, gli straricchi. Da questo punto di vista, una patrimoniale non universale, ma limitata a chi ha di più consentirebbe di sciogliere una vistosa contraddizione italiana: la disuguaglianza enorme tra ricchi e poveri che esiste nel Belpaese. L'Italia è, infatti, un paese con redditi stagnanti, ma con tanti ricchi: il 5,7 per cento della ricchezza netta posseduta nel mondo è in Italia, nonostante che gli italiani non siano più dell’un per cento della popolazione globale e il Prodotto interno lordo della penisola sia pari al 3 per cento del Pil mondiale. Una spiegazione corrente è la diffusione della proprietà immobiliare: l'80 per cento degli italiani vive in una casa di cui è proprietario. Ma è solo in parte vero. Secondo le stime della Banca d'Italia, la ricchezza netta degli italiani è pari a 8.283 miliardi di euro, di cui poco più della metà (4.667 miliardi) è costituita da abitazioni, mentre le attività finanziarie (titoli, azioni, depositi) erano pari, nel 2008, a 3.374 miliardi di euro.

Quanto si può ricavare da un’imposta patrimoniale? Maurizio Ricci su Repubblica.it fa dei calcoli. Proviamo a seguirli. A spiegare la differenza fra reddito e ricchezza è, piuttosto, l'evasione fiscale, che esaspera l'ineguaglianza crescente della società italiana. Un conto è prendere in considerazione i redditi dichiarati. Un altro conto è prendere in considerazione i patrimoni accumulati. Secondo la Banca d’Italia quasi il 45 per cento della ricchezza nazionale, equivalente a 3.700 miliardi è nelle mani di 2,4 milioni di famiglie, il 10 per cento più ricco. Se la patrimoniale si dovesse, applicare solo ai patrimoni superiori a 1,5 milioni di euro, il grosso dei ricchi italiani ne sarebbe fuori. Ma anche una patrimoniale per i soli straricchi darebbe un gettito cospicuo. Ricci allora fa questa ipotesi. Il 13 per cento della ricchezza italiana è nelle mani di 240 mila famiglie italiane, l’1 per cento del totale. Si tratta di 1.076 miliardi di euro. Una patrimoniale alla francese, con un’aliquota allo 0,5 per cento della ricchezza, darebbe un gettito di oltre 5 miliardi di euro l'anno. Per ognuna delle 240 mila famiglie significherebbe pagare, su un patrimonio che è in media di quasi 4,5 milioni di euro a famiglia, 22.500 euro l’anno.

 
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