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Il programma di Monti

altRitorno dell’Ici, interventi su pensioni, assistenza e mercato del lavoro, riforma degli ammortizzatori sociali, grande attenzione alle condizioni di giovani, donne e anziani, tagli ai costi della politica. Il nuovo presidente del consiglio Mario Monti illustra le linee programmatiche del governo tecnico che dovrà tirar fuori l'Italia dai guai.

«Il futuro dell’euro – ha detto Mario Monti – dipende anche da ciò che farà l’Italia nelle prossime settimane. Gli investitori internazionali detengono quasi metà del nostro debito pubblico. Dobbiamo convincerli che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. Quel rapporto è oggi al medesimo livello al quale era vent’anni fa ed è il terzo più elevato tra i Paesi dell’Ocse. Per raggiungere questo obiettivo intendiamo far leva su tre pilastri: rigore di bilancio, crescita ed equità».
Il Governo, ha assicurato il nuovo premier, pone pari attenzione e centralità al rigore nei conti pubblici e alle politiche per la crescita. «I sacrifici – ha detto Monti – saranno distribuiti in modo equo». «Più le riforme saranno eque, più saranno efficaci». «Se falliremo, se non raggiungeremo le riforme che servono, saremo tutti sottoposti a condizioni ben più dure», è l'avvertimento del numero uno dell'esecutivo. «I margini di successo sono ridotti, ma se fosse altrimenti non sarei qui». «Abbiamo degli obiettivi ambiziosi sul pareggio di bilancio e sul rapporto debito-Pil – ha aggiunto Monti – ma non saremo credibili nel perseguimento di tali obiettivi se non ricominceremo a crescere».

Pensioni. Monti ha riconosciuto che il sistema previdenziale italiano è uno tra i più stabili in Europa e nel mondo. «Negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi, che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali shock negativi. Già adesso l’età di pensionamento, nel caso di vecchiaia, tenendo conto delle cosiddette finestre, è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi. Il nostro sistema pensionistico rimane però caratterizzato da ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di privilegio».

Assistenza agli anziani. «C’è poi un problema legato all’invecchiamento della popolazione – ha detto Monti – che si traduce in oneri crescenti per le famiglie; andrà quindi prestata attenzioni ai servizi di cura agli anziani, oggi una preoccupazione sempre più urgente nelle famiglie in un momento in cui affrontano difficoltà crescenti.

Mercato del lavoro. “Con il consenso delle parti sociali - ha affermato - dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono eccessivamente tutelati ed altri privi di tutele e assicurazioni”. Il nuovo ordinamento, ha poi assicurato, non modificherà i rapporti di lavoro stabili già in essere, quel che è necessario è invece "colmare il fossato tra contratti".
In arrivo la riforma degli ammortizzatori sociali “per garantire le coperture a tutti”. E ancora, lotta al lavoro sommerso per “assicurare piena inclusione delle donne, ormai “questione indifferibile”, oltre che misure per premiare il merito dei giovani.
"Vogliamo spostare il baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato a fare", con l'obiettivo di "facilitare la mobilità e il reinserimento nel mercato del lavoro.
Il lavoro femminile è una questione indifferibile. «Bisogna conciliare – ha spiegato Monti – le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità» e ha annunciato che studierà «una tassazione preferenziale per le donne».

Lotta all’evasione. «Lotta all'evasione fiscale e all'illegalità» è una priorità per il Governo. «L'evasione fiscale – afferma Monti – continua ad essere un fenomeno rilevante, occorrono interventi incisivi in questo campo. Serve abbassare la soglia dell'uso del contante". Ciò servirà " non solo per aumentare il gettito ma anche per abbattere le aliquote».

Ici e tassazione patrimoniale. «L'esenzione dall'Ici delle abitazioni principali è una anomalia del nostro ordinamento». E ha aggiunto: «Intendiamo riesaminare il peso della tassazione sul patrimonio immobiliare, che in Italia è bassa rispetto al livello europeo».

Giustizia fiscale. «Coerentemente con il disegno della delega fiscale e della clausola di salvaguardia che la accompagna – ha detto Monti – una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull’attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico.

Riordino delle province con legge ordinaria
«Il riordino delle province può essere disposto con legge ordinaria, la riforma della Costituzione potrà completarne il processo con la definitiva la cancellazione».

Tagli ai costi politica. «Davanti ai sacrifici che saranno richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi sui costi del funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle società di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, più in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobrietà ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato».

Vincolo di bilancio. «Nelle prossime settimane valuteremo la necessità di ulteriori interventi correttivi», ha detto Monti.  «Maggiore sarà l'equità, più accettabili saranno i provvedimenti. Equità significa chiedersi quale effetto avranno le riforme su tutte le componenti della società, anche sui giovani e sulle donne».

Conclusioni. «La gravità della situazione attuale – ha detto in conclusione il premier – richiede una risposta pronta e decisa nella creazione di condizioni favorevoli alla crescita nel perseguimento del pareggio di bilancio, con interventi strutturali e con un’equa distribuzione dei sacrifici. Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo; altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi. I margini di successo sono tanto più ridotti, come ha rilevato il Presidente della Repubblica, dopo anni di contrapposizione e di scontri nella politica nazionale. Se sapremo cogliere insieme questa opportunità per avviare un confronto costruttivo su scelte e obiettivi di fondo avremo occasione di riscattare il Paese e potremo ristabilire la fiducia nelle sue istituzioni».

 
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