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Evasione record in Italia

altQuanti sono gli italiani che nel 2008 hanno sottratto al fisco una montagna di miliardi di euro che potevano creare sviluppo e servizi in tutto il paese? Purtroppo non lo sanno né l’Istat né la Corte dei Conti, ma entrambi gli istituti conoscono però quanto gli evasori hanno sottratto all’erario e la stima si aggira tra i 255 e i 275 miliardi di euro.


A rivelarlo sono il presidente dell’Istat Giovannini nel corso del convegno sulla ”Compliance” a Bologna, e il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino durante un’audizione in commissione finanze del Senato. In termini percentuali, ha precisato Giampaolino, l’evasione fiscale rappresenta quasi il 18% del Prodotto interno lordo italiano.
«L’evasione – ha affermato il presidente dell’Istat Giovannini - è diminuita in termini percentuali fino al 2007, poi è tornata a crescere, anche se è calata in termini relativi, perché è complessivamente calato il gettito».
Però, continua il Presidente dell’Istat, ”Si stima che ci sia il 30% di evasione in agricoltura, il 21% nei servizi e il 12% nell’industria, anche se ci sono settori, come il turismo, dove supera il 50%”.
In primis per combattere l’evasione si dovrebbe fare una stima precisa del fenomeno. «Non si può certo dire che i controlli siano pochi – ha aggiunto Giovannini – è necessario però integrarli e metterli in comune perché ci sono un po’ di schizofrenie, che sono comunque in via di superamento. Servono, quindi, un rapporto annuale sull’evasione che dia cifre scientificamente corrette, il miglioramento degli studi di settore, il tutoraggio dei grandi contribuenti, il drastico abbassamento del limite per la tracciabilità dei pagamenti e il rafforzamento del contrasto di interessi».
I dati forniti da Giovannini sono stati confermati e, anzi, rincarati, anche dal presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino. La dimensione dell'evasione fiscale in Italia – ha affermato Giampaolino rappresenta il «18% del Pil e colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia». Tutto ciò, ha aggiunto il presidente della Corte dei Conti non fa che «deprimere ulteriormente il gettito teorico acquisibile».
Chi evade le tasse, non solo sottrae soldi allo Stato e alla comunità, ma fa pagare più tasse a chi le tasse le paga. «La pressione fiscale - ha ricordato il presidente della Corte dei Conti - che è già elevata, è ormai è proiettata oltre il 43%. Un fenomeno destinato ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni, ma se si considera il già contabilizzato taglio delle agevolazioni fiscali recato dalla recente manovra estiva si arriva al 44,8% già nel 2013. Una soglia che potrebbe crescere ancora considerando gli aumenti di prelievo che potranno derivare dall'impiego della leva fiscale da parte di regioni ed enti locali».





 
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