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Una notte intera di giubilo

altUn boato alla notizia che Berlusconi si è dimesso è esploso in piazza del Quirinale. Ballano in piazza e gridano: «Libertà»...«Chi non salta Berlusconi è...». Caroselli da tifo calcistico sono invece esplosi nelle strade. Una festa come se fosse Capodanno. Con tanto di bottiglie di spumante stappate, trenini di persone e lancio di coriandoli.

Parte dei cittadini che hanno invaso la piazza ha percorso via del Quirinale in un corteo improvvisato. Molti altri rimasti in piazza intonano l'Inno di Mameli.

In via del Plebiscito folla e urla all'indirizzo di Palazzo Grazioli, mentre caroselli di automobili percorrono la strada con clacson a tutto spiano, in pieno stile mondiali di calcio. In diversi sventolano un tricolore. Nel palazzo il presidente del Consiglio dimissionario è riunito con i vertici del partito, dopo l'incontro al Quirinale dove ha rassegnato le dimissioni. Il traffico ad un certo punto si è fatto così intenso che le forze dell'ordine hanno dovuto interrompere il passaggio delle automobili. La folla ha intonato l'inno di Mameli. Gente in festa in strada intorno a piazza Venezia. 



Dopo le 23, con migliaia di persone ancora a via del Plebiscito, per liberare la strada sono intervenute le forze dell'ordine dell'ordine con una leggera carica. «Stiamo cercando di gestire una situazione in cui serve particolare equilibrio», ha detto il questore Francesco Tagliente, presente sul posto. Un gruppo di persone si è seduto in terra bloccando il traffico e sfidano le forze dell'ordine che stanno tentando di ripristinare la circolazione. Alcuni autobus sono fermi, a porte chiuse e con i passeggeri all'interno, in mezzo alla folla.



All'una molti giovani erano ancora davanti a palazzo Grazioli, occupando di fatto via del Plebiscito, intenzionati a rimanerci forse tutta la notte. Oltre un centinaio di ragazzi bivaccano in strada con birre e bottiglie di spumante intonando cori nei confronti del premier uscente. La via è chiusa al traffico. Gli autobus che erano rimasti bloccati tra la folla hanno fatto marcia indietro deviando brevemente il loro percorso. Le forze dell'ordine continuano a presidiare il palazzo e a sorvegliare la situazione al di là delle transenne.



La giornata è stata lunga. Silvio Berlusconi, ha lasciato Palazzo Chigi, dall'entrata posteriore dopo l'ultimo consiglio dei ministri. L'uscita è stata accolta da urla della folla, che gridava 'Vattene, vattene ladro'. Tante le persone corse dietro alle auto di scorta del premier a piedi, che si sono riversate su via del Corso. Le auto con a bordo il presidente del Consiglio e quelle con i ministri hanno imboccato via del Tritone, perché a via del Corso dove la folla ostruiva il passaggio davanti alla Galleria Colonna. La macchina del premier è stata preceduta da un'altra sulla quale era a bordo il ministro delle Infrastrutture Matteoli, ed è stata seguita da un'altra vettura sulla quale si trovava il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. 



«Buffone, buffone»: così la folla assiepata sul via del Corso, davanti alla Galleria Colonna, alla vista del ministro della Giustizia, Nitto Palma. Urla e fischi anche contro il ministro per le Politiche alla gioventù Giorgia Meloni: «Vai a fare anche tu il bunga bunga». Insulti anche per Mara Carfagna e il sindaco Gianni Alemanno. A chi le urlava «Andate a casa», la Gelmini ha risposto: «Lo stiamo facendo».



Centinaia di persone si sono assiepate davanti a Palazzo Grazioli in attesa di Silvio Berlusconi. Tra la folla molti contestatori, con cartelloni contro il Cavaliere: una salva di fischi è partita all'indirizzo dell'auto a bordo della quale erano Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e Raffaele Fitto. 

Traffico bloccato nel centro storico di Roma per le manifestazioni di contestazioni e di festa. Poco prima delle 20 è stata riaperta al transito dei mezzi pubblici via del Corso, e solo alle 21,30 via del Plebiscito.



A Via del Corso, nel primo pomeriggio, a creare un piccolo show con tanto di applausi e grida "brava, brava" è stata Annarella, l'ormai famosa anziana signora che diverse volte si è fermata a parlare con i politici (ultimo in ordine di tempo Umberto Bossi) che di fronte a tv e fotografi ha promesso di ubriacarsi non appena Berlusconi rassegnerà le sue dimissioni.

«Berlusconi, dimissioni!», era il coro scandito da migliaia di persone a via del Corso, tra la Camera dei deputati e Palazzo Chigi. La folla, raggruppata a ridosso delle transenne, mostra cartelli di ogni genere: «12 novembre, festa di liberazione»; «Bye bye Silvio party»; «Game over». «Seguiremo Silvio dappertutto - dichiara uno dei manifestanti al megafono - da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli, da Palazzo Grazioli al Quirinale, dove canteremo l'Alleluia. Abbiamo già contattato gli strumentisti».

La gente canta: «Noi siamo italiani, abbiamo un sogno nel cuore, Berlusconi a San Vittore».

Tra la folla sono apparsi cartelli in cui si ringrazia il presidente della Repubblica: «Grazie Napolitano» c'era scritto su un grande foglio, mentre un altro riportava la scritta: «Finalmente». «Questa sarà la sua ultima cena» esclama con soddisfazione uno dei tanti ragazzi. Ad occupare il marciapiede che separa la piazza da via del Corso, non solo adulti ma anche giovanissimi, italiani e stranieri, provenienti dalla Spagna, dalla Germania, dall'America, che alla notizia delle ultime ore del premier non hanno saputo rinunciare a fermarsi. «Dobbiamo fare una foto, è un momento indimenticabile», dice una giovane spagnola.



Molti, tra la folla, sono entusiasti della soluzione adottata e pronti ad accogliere il nuovo esecutivo. «Al momento non potevamo permetterci le elezioni - commenta un ragazzo raccogliendo i consensi di chi gli è accanto - Monti sarà un ottimo traghettatore». E ancora: «Stavamo andando a fondo, Monti è più credibile». Sono decisi a restare, ad aspettare nella speranza di intravedere qualcuno varcare la soglia del Palazzo del governo. «Voglio vedere Berlusconi in faccia, adesso che ha le ore contate - dice una donna - Finalmente dopo la mezzanotte diventerà giorno». 

Davanti alla Camera qualcuno sventola un tricolore e alcune bandiere del Fli. Qualcun altro intona cori ('E adesso Berlusconi al 41 bis').

Diverse persone hanno intonato l'inno di Mameli esponendo cartelli con scritte come «12 novembre festa della liberazione». In piazza ci sono giovani ma anche diverse coppie di anziani. «Oggi è un giorno storico, per questo siamo qui» dicono in molti. In Piazza Montecitorio sono sorte discussioni tra diversi gruppi: alcuni hanno criticato la presenza di sostenitori di Fli. «Prima lo avete votato e ora lo criticate».

Una ventina di aderenti a Forza Nuova che manifestavano con bandiere e cori, sono stati contestati dalla folla, che ha intonato l'Inno di Mameli cercando di allontanarli da Palazzo Chigi.

«È qualcosa che mi amareggia profondamente». Così il premier Silvio Berlusconi, contestato dopo il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi e prima dell'ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli, si è rivolto ad alcuni esponenti del partito. Il corteo di auto del premier è entrato a fatica nella piazza del Quirinale perchè una folla di persone l'ha occupata urlando contro il Cavaliere “buffone, buffone” e “in galera”.

Alla notizia delle dimissioni di Berlusconi è partito un applauso dalle persone in Piazza Duomo, a Milano, accanto alla postazione degli Indignati. Subito dopo sono state stappate bottiglie di champagne e sono partiti brindisi e alcuni hanno intonato Bella ciao e l'Inno di Mameli.
Domenica 13 novembre

 
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