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Pubblicato il 07 mar 2017

8 marzo. Diamo voce a chi non ce l’ha

C’è una violenza di cui spesso non si parla. Le donne pensionate quest’anno vogliono festeggiare la giornata dei diritti delle donne inondando di affetto e solidarietà le case di riposo.

Tutte le iniziative dei Coordinamenti donne Spi Cgil per l’8 marzo

In Europa ogni giorno vengono uccise sette donne. In Italia muore una donna ogni due giorni, quasi sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste. La violenza sulle donne è purtroppo in crescita e coinvolge tutte le generazioni. Molte vittime di questa ferocia disumana subiscono in silenzio, nella solitudine, senza denunciare. La grande manifestazione Non una di meno, svolta il 26 novembre scorso, ha riunito tante donne e tanti uomini, di tutte le età e di diversa estrazione sociale, che hanno dato voce alla protesta che sale in tutto il mondo contro le violenze sessuali e fisiche, soprusi, discriminazioni di ogni tipo, disuguaglianze economiche e sociali, taglio dei fondi ai consultori e ai centri antiviolenza, restrizioni concrete all’attuazione della legge sull’interruzione di gravidanza.

La violenza di cui non si parla è quella denunciata dall’Organizzazione mondiale della sanità: in Europa ogni anno si contano diecimila vittime di abusi quotidiani da parte di operatori, familiari o altre persone. Le violenze si consumano spesso nelle case di riposo, negli ospedali, fra le mura domestiche nei confronti di persone che non sono più in grado di difendersi. Parliamo di abusi fisici e psicologici, ma anche sfruttamento economico e di tutte le omissioni che hanno gravi ripercussioni sul benessere fisico ed emotivo della persona anziana. È molto diffusa la convinzione che le donne anziane non siano vittime di abusi sessuali, ma si tratta di una convinzione errata. Spesso, infatti, gli uomini diventano autori di violenza proprio perché sfruttano la vulnerabilità di queste donne che non riescono a difentersi né tanto meno a ribellarsi perché sono in uno stato di sottomissione e dipendenza assoluta. Di questo si parla solo nei casi più eclatanti. Siamo di fronte a un silenzio assordante, eppure c’è tutto un mondo fatto di violenze e soprusi, spesso messo a tacere, complici la coscienza tormentata – e a volte frustrata – dei familiari e l’incapacità delle istituzioni di controllare e vigilare sulle strutture, pubbliche e private.

Questo 8 marzo il coordinamento donne nazionale dello Spi ha promosso una campagna nelle case di riposo di tutta Italia di cui potete vedere sopra il manifesto porta bandiera. L’obiettivo è visitare nel corso dell’anno le strutture per creare una relazione con le ospiti e le lavoratrici, e costruire insieme a loro un percorso per risolvere i problemi e le criticità. Il compito che ci siamo assunte è arduo, lo sappiamo bene, ma necessario per stare vicino a persone sole e spesso abbandonate. Il sindacato dei pensionati della Cgil ce la metterà tutta per essere presente e vicino alle donne costrette a vivere il resto della vita nelle case di riposo. Vogliamo con ciò sensibilizzare l’opinione pubblica per aiutare concretamente persone molto sole. Combattiamo insieme questa difficile battaglia!

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